Agricoltura Biologico

Il biologico in Campania e la valorizzazione della Dieta Mediterranea

Il biologico in Campania e la valorizzazione della Dieta Mediterranea

In Campania sono oltre 69 mila gli ettari coltivati a biologico rappresentando un contesto geografico dove poter sviluppare le potenzialità della Dieta Mediterranea e della coltivazione biologica. L’esigenza di sostenere la svolta green dell’agricoltura della Campania, che da tempo vanta il primato italiano tra eccellenze e prodotti tipici dell’agroalimentare tradizionale, rappresenta un’esigenza da valorizzare e promuovere. D’altronde, la conversione al biologico avrebbe solo dei vantaggi. Dal punto di vista puramente alimentare favorirebbe il consumo di cibi più sicuri per la salute, in virtù del divieto di utilizzo di pesticidi di sintesi per le colture e di antibiotici negli allevamenti, ciò comporterebbe maggiori controlli di filiera e certificazioni dal campo alla tavola. Anche dal punto di vista dell’impatto ambientale, i risvolti sarebbero positivi perché il biologico riduce i livelli di inquinamento rendendo le produzioni più sostenibili e tutelando le biodiversità. A scala globale l’agricoltura biologica rappresenta una realtà in forte crescita. Anche in Italia esiste una tendenza positiva del biologico, sia in termini di superficie (ormai a quota 1,3 milioni di ettari), sia di numero di aziende (52.383 operatori), sia di fatturato (3,5 miliardi di euro).

Numerosi studi, evidenziano come la produzione ed il consumo di alimenti biologici abbia effetti positivi sulla vita umana, limitando gli impatti negativi delle attività agricole su aria, suolo e biodiversità, riducendo i consumi di fertilizzanti, acqua ed energia. Tuttavia, vi sono anche forti dubbi e importanti sfide ai quali il “bio” deve rispondere, come il contribuire a sfamare una popolazione mondiale che nel 2050 toccherà i nove miliardi di abitanti. La gamma dei prodotti realizzati con metodo biologico in Campania, è fortemente aumentata negli ultimi anni. I classici prodotti della trasformazione agroindustriale quali olio (di oliva e di semi), le paste alimentari, i vini (pregiati vini DOC del Sannio Beneventano e dei Campi Flegrei e del Vesuvio), i succhi di frutta, i derivati del pomodoro (polpa, pelati, passate), sono ormai commercializzati ampiamente in Italia e in Europa. Ma in Campania si producono anche surgelati biologici, succhi di frutta, ortaggi freschi prelavorati e addirittura pizze surgelate. Per quel che riguarda la produzione di ortofrutta da consumo fresco ancora discreta è la richiesta da parte della grande distribuzione organizzata, sia a livello nazionale che europeo ed internazionale e questo potrebbe far prevedere ancora la possibilità di inserimento da parte di operatori interessati. Per l’ortofrutta fresca, però, a differenza dei prodotti usati per le trasformazioni agroindustiali, le produzioni devono essere caratterizzate da standard qualitativi elevati (uniformità di pezzatura, peso, calibro ecc.), da assortimenti diversificati e da elevati volumi di prodotto. Tali opportunità, attraverso una divulgazione precisa e attenta alle esigenze del consumatore permette di innescare nuove opportunità per la promozione dei valori simbolici e concreti della Dieta Mediterranea. Un insieme di visioni che può innescare nuove opportunità occupazionali per i giovani nei territori di appartenenza.

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