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Le istituzioni convocano il tavolo della gastronomia

Le istituzioni italiane chiamano alla raccolta tutti gli operatori del settore e della filiera gastronomica convocando il tavolo della gastronomia. Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, e la viceministra allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde, riuniranno gli operatori di uno dei settori che maggiormente ha risentito le conseguenze della pandemia, ascoltando i protagonisti del settore con il tavolo della gastronomia Le Associazioni che interverranno, cuochi, operatori e imprenditori della ristorazione, avranno la possibilità di discutere in ottica di filiera. Alcune delle tematiche inerenti al tavolo della gastronomica riguarderanno: valorizzazione del km zero; “Made in Italy”; cashless; prospettive del mercato del lavoro; informazione al consumatore; sana alimentazione; biologico; spreco alimentare; prospettive di investimento derivanti dal Green New Deal; PNRR e PAC.

Il patrimonio dell’enogastronomia made in Italy, stimato per un valore di produzione pari a 16.9 miliardi di euro, un export da 9.5 miliardi di euro e messo in atto con l’ausilio di oltre 180.000 operatori, sta soffrendo le conseguenze della pandemia in corso e delle manovre di “pirateria alimentare” internazionale. Il cibo non è solo qualità, ma anche territorio e l’idea del mangiare non è legata strettamente alla sopravvivenza. I profondi problemi legati alla terra nell’Italia del dopo guerra, dove la miseria era strettamente legata al mondo contadino, sono oggi storia, insegnando come l’agricoltura e il mondo rurale più di altri hanno saputo riscattare una condizione indicando azioni efficaci per nuove prospettive. Prospettive e dinamiche che saranno analizzate durante i lavori del tavolo della gastronomia.

Nel corso del 2020, anche a causa degli impatti sociali generati dalla pandemia, gli sforzi delle imprese distributive sono ulteriormente aumentati. Ma questo è un percorso che le aziende della distribuzione alimentare hanno intrapreso da molto tempo; basti pensare che se nel 2013 le sole donazioni al Banco Alimentare ammontavano a circa 3.000 tonnellate, nel 2019 avevano già superato quota 6.000 tonnellate, con un incremento di oltre il 100%.

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