Olio Olivicoltura

Campania: verso l’IGP per l’Olio Extra Vergine di Oliva

La Campania vuole proteggere e valorizzare il suo olio extra vergine di oliva e per questo è stato costituito il Comitato promotore per la registrazione in Europa della Indicazione Geografica Protetta OLIO CAMPANIA.

L’idea nasce dalla volontà delle istituzioni locali, coordinate dalla Regione, di proteggere e valorizzare questo prezioso prodotto della terra, con l’obiettivo di tutelare soprattutto gli interessi dei produttori campani. Le tante e significative attività di promozione svolte in questi anni dalla Regione intorno all’olio extra vergine di oliva hanno contribuito ad arricchire la platea delle adesioni al progetto da parte delle imprese del comparto, potenziando la rappresentatività del Comitato promotore attraverso l’adesione di ben 240 tra aziende agricole, frantoi, industrie olearie, cooperative del settore.

Il Disciplinare di produzione è al vaglio delle autorità europee per la sua approvazione, come previsto dalle normative sulla determinazione di nuove denominazioni o indicazioni di origine. L’IGP Olio Campania potrà essere prodotto in tutta la regione utilizzando le tipologie Asprinia, Caiazzana, Carpellese, Frantoio, Leccino, Leccio del Como, Marinese, Minucciola, Nostrale, Ogliarola campana, Ortice, Ortolana, Pisciottana, Racioppella, Ravece, Rotondella, Salella, Sessana, Tonda. Possono essere utilizzate altre varietà ma fino ad un massimo del 15%.

Del resto l’interazione tra i genotipi varietali storicamente acclimatati nella regione e le caratteristiche pedoclimatiche e le tecniche di produzione adottate nel Corso degli anni fanno sì che l’IGP Olio Campania si caratterizzi per specifici parametri chimico-fisici ed organolettici. In particolare, presenta un fruttato di intensità medio-alta, con sentori aromatici riconducibili principalmente a mandorla, pomodoro e carciofo. La componente aromatica è accompagnata da una percezione di amaro e piccante.

Il disciplinare di produzione si sofferma anche sulle caratteristiche di coltivazione, sottolineando l’importanza di condurre un’agricoltura ecosostenibile, orientata verso la tutela della salute dell’uomo e la salvaguardia dell’ambiente. La raccolta delle olive potrà essere effettuata da 1° settembre ed il 31 dicembre e la produzione massima di olive non potrà superare le 12 tonnellate per ettaro. Sono ben precisate nel disciplinare, inoltre, le indicazioni per le modalità di raccolta, stoccaggio, oleificazione, conservazione e commercializzazione del prodotto.

La richiesta di riconoscimento della denominazione Olio Campania si basa sulle caratteristiche di qualità del prodotto e sulla sua reputazione. La Campania, con il 6% circa del totale della superficie nazionale olivetata e un patrimonio olivicolo di oltre 8,5 milioni di piante, si colloca al quinto posto nella graduatoria delle regioni italiane. A tali dati strutturali corrisponde una produzione media che supera di poco i 2.800.000 quintali di olive, rappresentando circa l’8% della produzione nazionale. Le alte temperature ed i prolungati periodi di siccità in estate inducono l’accumulo nelle olive di polifenoli, sostanze di elevato valore nutrizionale responsabili del sapore amaro e del piccante che si ritrovano nell’IGP Olio Campania.

Un’ulteriore conferma della specificità dell’olio prodotto in Campania è fornita dalla recente ricerca dal titolo “Genetic biodiversity of italian olives germplasm analyzed by SSR Markers”, pubbicata su The Scientific World Joumal del 2014, che ha studiato il profilo genico della collezione di 489 varietà di olivo italiane. Lo studio ha evidenziato come le cultivar campane si distinguano nettamente sotto il profilo genetico dalla gran parte delle varietà oggetto di studio. La reputazione della denominazione “Olio Campania” poggia sul legame forte, antico. Riferimenti e reperti storici certi fanno risalire la produzione dell’olio in Campania al VI-VII secolo a.C.; Raffaello Pecori nella sua monumentale opera “La cultura dell’olivo in Italia” (1891) riporta citazioni di Orazio e Varrone ” …dai Greci di Campania è probabile che i Latini apprendessero l’arte di coltivarlo”. Plinio il Vecchio nel suo “Naturalis Historia” (78 d.C.), dell’olivo e dell’olio in Campania ne dà una descrizione lirica: “Dal fiume Liri comincia la celebre Campania Felix in nessun luogo il liquore dell’ulivo è di migliore qualità”.

Alla fine del XX secolo la produzione di olio d’oliva in Campania diventa il punto strategico più alto della tradizione culinaria, cardine e pilastro della Dieta mediterranea. In Campania infatti, ha vissuto per oltre 40 anni il celebre nutrizionista americano Ancel Keys, il padre della Dieta Mediterranea, che proprio all’olio di oliva campano attribuisce un ruolo principe, in quanto determina una riduzione del colesterolo serico migliorando la funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio. Intensa è stata l’attività di promozione e valorizzazione realizzata nel corso dei decenni dalla Regione Campania e della sua Agenzia di sviluppo ERSAC per l’affermazione dell’Olio della Campania e del suo brand, in occasione di partecipazione a Fiere ed eventi internazionali e attraverso una serie di pubblicazioni promozionali distribuite in tutto il mondo. Infine, gli studi svolti presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli (1998-2001) hanno contribuito alla conoscenza e alla rinomanza del prodotto locale e della relativa denominazione, consentendo di delineare e rafforzare con maggiore precisione il profilo qualitativo dell’IGP “Olio Campania” e la sua reputazione.

Oggi la Campania è nota, a livello internazionale, anche per il suo olio extra vergine di oliva, sempre più apprezzato e riconosciuto presso fasce di consumatori sempre più esigenti in termini di qualità.

INFO: Comitato promotore – S. Michele di Serino (AV) Via Nocelleto, 46 – igp.campania@gmail.com pec: oliocampaniaigp@pec.it

Guida oli campani
Disciplinare di produzione olio igp campania

Fonte: cittadelvino.it

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